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Safer Internet Day: azioni necessarie per responsabilità condivise.

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Sarà il 10 febbraio il Safer Internet Day (SID), la “Giornata mondiale per la sicurezza in rete”, istituita dalla Commissione Europea nel 2004 e celebrata il secondo martedì del secondo mese dell’anno. Dopo 22 edizioni, però, l’iniziativa si è diffusa ben oltre i confini del Vecchio Continente, coinvolgendo circa 190 paesi e milioni di persone in tutto il mondo. “Together for a better internet”: è questo il titolo scelto per una giornata che ogni anno vede l’organizzazione di iniziative, laboratori ed eventi sul tema anche per tutto il mese. In Italia a promuovere le attività è il “Safer Internet Centre – Generazioni Connesse” nucleo interno al progetto “Digital Europe” co-finanziato dalla Commissione Europea. Lo scopo è quello di sensibilizzare i più giovani ad un uso responsabile e consapevole di internet, imparando a valutarne i vantaggi ed evitarne i rischi. Ad essere intaccata non è solo la sfera individuale: è dimensione relazionale del vivere quotidiano, sono le pratiche sociali più comuni ad essere, talvolta, minacciate dagli inganni della rete. Cyberbullismo, phishing, grooming sono, infatti, fenomeni sempre più diffusi: i dati sconcertanti al riguardo, rendono evidente l’importanza crescente del SID.

Secondo quanto denunciato da “Save The Children Italia” circa il 47,1% dei ragazzi fra i 15 e i 19 è stato vittima di comportamenti violenti ed offensivi online che, per il 20% di loro, si sono ripetuti anche più volte al mese. La percentuale risulta cresciuta di 12 punti rispetto al 2020 e, secondo quanto riportato dall’ISAT, ad essere particolarmente presi di mira sono i ragazzi, soprattutto se di origine straniera.  A dover essere monitorato è anche l’uso di strumenti di intelligenza artificiale, che interessa circa il 92,5% dei ragazzi. La maggior parte di loro la utilizza per cercare informazioni, ma più del 35% la impiega come strumento di studio. Ancora più preoccupante, forse, è il 15% che la utilizza per consigli sulla vita quotidiana, per aumentare il proprio benessere (7%) o per trovare compagnia (4,2%). Il risultato è che, per il 63,5% dei ragazzi, l’interazione con un’intelligenza artificiale risulta più appagante di quella con una persona reale.

Simili sono anche i risultati della survey condotta nel 2025 dall’ “Osservatorio Scientifico del Movimento Etico Digitale” che ha visto coinvolti circa 20.000 studenti. Il “Movimento Etico Digitale” è un’associazione no profit nata nel 2018 con lo scopo di creare una rete, attiva in Italia e nel mondo, a sostegno di iniziative e progetti che favoriscano lo sviluppo di una cittadinanza digitale, ma anche critica, etica e non violenta. Sulla base dei dati rilasciati, la percentuale di ragazzi tra gli 11 e i 18 anni dipendenti dai dispositivi raggiunge il 77,5% , ben 5 punti percentuali in più rispetto al 2024. Di questi, circa il 41,8% definisce la propria un’addiction moderata, mentre a ritenerla lieve è circa il 33,3%.  Se è vero che solo una minoranza risulta incastrata in forme di dipendenza gravi, solo il 22,5% degli adolescenti intervistati si definisce del tutto immune dal fascino dello schermo. La prospettiva non migliora se si analizzano i tentativi effettuati dai ragazzi che, autonomamente, hanno provato a ridurre i loro tempi di esposizione alla luce blu. Solo il 23,3% di loro pare abbia raggiunto l’obiettivo, mentre il 56,5% dichiara di aver abbandonato il proposito e il 44,7% di esserci riuscito solo temporaneamente. In totale, circa un terzo dei ragazzi intervistati trascorre al telefono più di 5 ore, mentre il 39,5% si assesta tra le 3 e le 5. L’uso è più massiccio nelle ore immediatamente successive alla chiusura delle scuole, sebbene se un preoccupante 47,2% continui ad essere connesso anche fino alle 23: un utilizzo eccessivo, ma non quanto quello di un consistente 15% che risulta costantemente on-line. “È sufficiente il tempo che si dedica a scuola e in famiglia a questi temi? C’è un’educazione sufficiente su questi aspetti? I giovani sanno riconoscere sia i rischi che le opportunità di questi strumenti che occupano una parte molto rilevante della loro quotidianità?” queste le domande poste da Davide Dal Maso, responsabile del progetto “Social Warning” nato nel “Movimento Etico Digitale” con lo scopo di guidare studenti e ragazzi ad un utilizzo corretto e misurato degli strumenti digitali.

Non si possono segnare i confini di una rivoluzione tecnologica che coinvolge ogni aspetto della vita individuale e collettiva. Per questo, è necessario coinvolgere una molteplicità di attori che, con il rispettivo contributo, possono garantire un ambiente digitale non solo più sicuro, ma anche più etico e consapevole. Per questo il Safer Internet Day punta ogni anno a organizzare iniziative che coinvolgano decisori a livello nazionale e internazionale o alti rappresentanti industriali. Ma anche organizzazioni della società civile, docenti, educatori, genitori e, soprattutto, i più giovani. È importante, infatti, che si impari a considerare internet come un mondo di opportunità, al quale è necessario accedere con consapevolezze solide e senso critico vigile. Non si tratta, dunque, solo di sensibilizzare, ma anche di definire strategie efficaci e strumenti adeguati che permettano di formare e proteggere, responsabilizzare e guidare. Sono gli aspetti fondamentali di un percorso educativo che coinvolge parimenti famiglie, scuole e istituzioni, essenziale per garantire un uso misurato, etico e responsabile della rete.

Giorgia Pellicciotti

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