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L’ALFABETIZZAZIONE DEL CUORE tra Valutazione del Rischio Aggressioni e Educazione Socio-Emotiva

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I risultati dell’indagine esplorativa nazionale “La scuola tra presente e futuro: focus sui bisogni formativi” realizzata dal Centro Themis e da APS Programma il Futuro, presentati lo scorso 11 marzo a Didacta Firenze, evidenziano che i dirigenti scolastici si sentono non sufficientemente preparati nella “gestione di episodi di aggressione al personale scolastico, tema che appare meno strutturato nelle pratiche di governance rispetto al altri fenomeni”.

(https://themiscrime.com/it/comunicazione/news/item/729-la-scuola-tra-presente-e-futuro-indagine-nazionale-di-themis-e-aps-programma-il-futuro)

La valutazione del rischio aggressione è il primo obbligatorio passo per monitorare il benessere di chi abita e vive la scuola e renderla inclusiva. Del resto, il Dirigente Scolastico, in qualità di datore di lavoro, deve valutare “tutti i rischi” per la salute e la sicurezza dei propri lavoratori e “oggigiorno (il pericolo aggressioni) va considerato specifico dell’attività lavorativa dell’insegnate” e il danno che ne deriva va gestito come un infortunio sul lavoro.

In cosa consiste la valutazione del rischio aggressione lo spiega con chiarezza Valerio Frioni, docente e RSPP, nell’articolo La valutazione del rischio aggressione in ambito scolastico, pubblicato lo scorso 8 aprile su Punto Sicuro – autorevole quotidiano online sulla sicurezza sul lavoro, ambiente, security. Dai gruppi omogenei ai fattori di stima della probabilità, dagli indicatori alle misure preventive e di controllo, Frioni offre spunti di riflessione su un obbligo di legge che riguarda un tema “caldo” della scuola, il cui monitoraggio strutturato diventa strumento utile per interventi di prevenzione. Allo scopo concorre avere a disposizione, attraverso apposita modulistica, lo storico di tutte le aggressioni, verbali e fisiche, inclusi i near miss (mancati infortuni)https://www.puntosicuro.it/valutazione-dei-rischi-C-59/la-valutazione-del-rischio-aggressione-in-ambito-scolastico-AR-26194/

Delle “relazioni pericolose” in ambito scolastico ne parla Isabella Corradini in Cuore e Mente: meno stress, più benessere. https://edizionithemis.it/catalogo/risorse-formative/praticamente-a-scuola.  evidenziando l’importanza del benessere organizzativo come intervento sistemico per promuovere il benessere psicologico ed emotivo della comunità educante tutta, in primis dei docenti che devono essere posti nella condizione di svolgere il proprio ruolo al meglio.

L’attenzione all’inclusione e al benessere nel contesto scolastico come risposta alle sempre più diffuse fragilità emotive e relazionali che caratterizzano l’era dell’onlife (di Luciano Floridi) è evidente nello strumento di autovalutazione sull’inclusione e il benessere introdotto dalla Comunità Europea nel 2025 per capire -nel merito – dove le scuole possono migliorare.  I primi risultati, pubblicati il 26 Marzo, analizzano i 6 ambiti di autovalutazione di 1036 questionari compilati ed inviati tra gennaio 2025 e gennaio 2026. In uno scenario fondamentalmente positivo rispetto alle azioni specifiche per una governance strutturata in tema di inclusione e benessere, ampi margini di miglioramento coinvolgono proprio il benessere dei docenti: dalla formazione sull’apprendimento socio-emotivo al supporto psicologico. https://school-education.ec.europa.eu/en/discover/news/whole-school-approach-inclusion-and-wellbeing-key-insights

In questo quadro, monitorare il benessere diventa una pratica di sistema della scuola, lo si monitora come si fa per le assenze o per gli apprendimenti cognitivi, si collegano dati scolastici, relazioni educative e capacità di intervento, coinvolgendo tutti, dai dirigenti alle famiglie, nella consapevolezza che la scuola, quale presidio sociale (la scuola è il primo spazio pubblico in cui le dinamiche sociali si manifestano), oggi si trova ad intercettare, oltre ai bisogni cognitivi, le fragilità emotive, le insicurezze identitarie e le difficoltà nella gestione del conflitto.

“I professori oggi devono essere formati in un altro modo”, dichiara Massimo Ammaniti, “…il corpo docente deve puntare con forza sull’educazione alle emozioni, lo strumento più potente per intercettare il malessere prima che degeneri in violenza fisica”, uno sforzo educativo che coinvolge necessariamente anche le famiglie “smarrite e disorientate”, che hanno bisogno di aiuti pratici e servizi territoriali efficienti.  https://www.orizzontescuola.it/docente-accoltellata-lo-psichiatra-ammaniti-la-repressione-per-gli-adolescenti-e-inutile-lesperto-chiede-tempo-pieno-psicologi-in-classe-e-alleanza-tra-scuola-e-famiglia/

È evidente, quindi, che nel dibattito su sicurezza e prevenzione a scuola, il rapporto tra famiglia e istituzione scolastica resta centrale. La questione non è semplicemente giuridica e disciplinare, ma culturale e pedagogica. Occorre urgentemente ricostruire quel Patto educativo di corresponsabilità tra scuola – famiglia – territorio, iscritto nella Costituzione e formalizzato dal DPR 235/2007, perché viviamo un tempo di trasformazioni e accelerazioni permanenti e i giovani, oltretutto immersi in uno spazio-tempo virtuale, hanno più che mai bisogno di adulti “significativi”, che siano coerenti, competenti, affidabili ma soprattutto coesi per restituire loro quel senso di fiducia e stabilità che sembra sfuggire anche alle generazioni mature. Perché “i bambini crescono dentro il clima emotivo degli adulti che li circondano”. E le competenze emotive (come riconoscere le proprie emozioni, controllarsi, empatizzare e relazionarsi) fondamentali per il benessere mentale, non sono innate, ma si sviluppano col tempo proprio come specchio degli adulti di riferimento.

Approccio strutturato, dunque, per una scuola che “condivide la responsabilità” della sicurezza e della salute (in breve del benessere e quindi dell’inclusione) per tutti coloro che la abitano: dalla valutazione del rischio all’educazione socio-emotiva all’interno del curricolo scolastico (come succede in Giappone), dagli spazi di parola ed ascolto alla formazione continua di docenti e famiglie … per una sana “alfabetizzazione del cuore” senza la quale non può esistere convivenza, rispetto, democrazia.

“Educare, oggi, significa accompagnare nell’incertezza senza negarla, offrendo presenza, coerenza e fiducia…. In questo incontro imperfetto ma autentico tra generazioni si apre la possibilità di restituire alla scuola il suo significato più profondo, quello di una comunità che, pur nello smarrimento del tempo presente, continua a cercare insieme un orizzonte di senso. Significa chiedersi quale qualità di presenza adulta siamo in grado di offrire, quale stabilità emotiva, quale coerenza, quale capacità di orientare senza imporre.”

https://www.orizzontescuola.it/bambini-fragili-o-adulti-disorientati-la-scuola-nello-smarrimento-del-nostro-tempo/

Ulteriori Link di approfondimento
https://www.orizzontescuola.it/educazione-e-giovani-daniele-novara-le-difficolta-fanno-parte-della-crescita-tuteliamo-i-percorsi-senza-medicalizzare/?utm_source=pushloop
https://www.orizzontescuola.it/docente-accoltellata-il-sintomo-di-una-scuola-sotto-pressione-molti-docenti-non-ce-la-fanno-piu-il-comitato-docenti-contro-mobbing-e-burnout-lancia-lallarme/
https://www.linkedin.com/posts/giuseppe-lavenia-48472035_benesseredigitale-adolescenti-genitori-activity-7443931779452792832-4IE_/?originalSubdomain=it