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Dialoghi sull’AI: Axios Italia Service ospite di Tecnodid al convegno “L’intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione”

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Lo scorso 10 aprile, nella splendida cornice del Liceo “Antonio Genovesi” di Napoli, Axios Italia Service ha avuto il privilegio di partecipare al convegno “L’intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione – Ricadute nel sistema scolastico tra human divide e nuove opportunità”. Nel cuore della città dirigenti scolastici, direttori SGA, docenti e personalità legate alla scuola hanno avuto l’occasione di confrontarsi e riflettere sulle opportunità, le implicazioni e i rischi derivati dall’introduzione della tecnologia IA tanto nelle attività di segreteria quanto nella didattica. L’evento, organizzato dalla casa editrice Tecnodid, ha visto per l’intera giornata il susseguirsi di interventi e contributi di vario tipo da parte di ospiti provenienti dal mondo della Pubblica Amministrazione (PA), ma anche sindacalisti, formatori e giornalisti. A moderare Salvatore Consolo, dirigente tecnico per l’Ufficio Scolastico Regionale (USR) per la Lombardia, coadiuvato da Vittorio Delle Donne, dirigente scolastico del liceo Genovesi, e Daniele Zani, dirigente dell’ufficio I dell’USR Lombardia.

La centralità dell’istruzione nel settore della pubblica amministrazione è evidente se si pensa che ad essa sono riservati circa il 40% dei fondi a disposizione, rendendola la più ampia e articolata fra le PA. Non a caso, condivisa da tutti i relatori intervenuti, è stata consapevolezza della complessità della scuola, del suo costante bisogno di essere guidata e sostenuta in ogni passaggio. Quella dell’IA costituisce una rivoluzione epocale che bisogna imparare a controllare, se non se ne vuole rimanere travolti. È sconvolgente la potenza di questa nuova tecnologia che, come dichiarato da Antonio Naddeo, presidente dell’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (ARAN), è necessario imparare a conoscere con la giusta dose di curiosità e con un alto livello di formazione. Deve risultare chiaro, infatti, che, nonostante la pervasività e la vastità del suo utilizzo, si sta parlando di uno strumento che, come tale, deve continuare ad essere controllato e gestito dall’essere umano.  La centralità dell’uomo costituisce anche il tema principale dell’intervento di Ivana Barbacci, rappresentante di “Cisl Scuola”, la quale ci tiene a sottolineare quanto sia importante studiare in profondità le realtà all’interno delle quali si intende favorire l’uso del digitale. La consapevolezza del territorio di riferimento, del contesto sociale e delle necessità specifiche possono aiutare a comprendere lo scopo funzionale delle nuove implementazioni tecnologiche che, nei luoghi lavorativi, devono intervenire in maniera integrativa, non sostitutiva, evitando ripercussioni negative in termini di qualità della vita e dignità del lavoro. Per questo, soprattutto a scuola, non basta attenersi alle linee guida ministeriali: il percorso verso un uso responsabile e consapevole dell’AI deve coinvolgere in modo organico ogni ambito, creando nuovi ambienti educativi che sappiano mantenere al proprio centro la tutela dello studente. Bisogna dunque pensare oltre i confini dell’aula, fortificando l’alleanza fra scuola, famiglia e territorio, lavorando per la riduzione dei divari, definendo regole comuni che abbiano riscontro a livello europeo ma che nascano dal confronto e dalla collaborazione anche con i sindacati, in prima linea per la tutela del lavoratore, dei suoi diritti, della sua dignità e della sua privacy. Ma la battaglia contro la tecnocrazia si vince anche favorendo una consapevolezza individuale a 360° sul tema dell’IA, in termini tanto di sfide quanto di opportunità. Il giornalista Luca Speroni ne ha offerto una panoramica prospettica, parlando di gestione cognitiva, di organizzazione, di formazione e di sicurezza. Consapevoli della rapidità dello sviluppo e della sua accessibilità e trasversalità, è necessario individuare un utilizzo coscienzioso del modello, al quale non bisogna mai attribuire caratteristiche o emozioni umane. Per questo è essenziale che gli output ricevuti vengano sempre valutati criticamente: la macchina non rappresenta un oracolo, ma un co-pilota dal quale, talvolta, è necessario prendere le distanze. Indubbiamente il contributo che riesce dare può essere consistente in termini di efficienza lavorativa, tenendo però a mente che l’obiettivo non è fare “di meno” o “di più” ma, semplicemente, fare “meglio”.  Per questo non bisogna temere che l’IA sostituisca la professionalità umana: è invece il caso di revisionare procedure e definire nuovi processi che limitino gli aspetti più alienanti e meccanici del lavoro, permettendo ai professionisti di ogni ambito di concentrare le loro energie su ciò che non potrà mai essere sostituito o ridimensionato: le relazioni umane. A questa consapevolezza è bene accompagnare una profonda conoscenza della policy di riferimento e del quadro normativo nel quale amministrazioni e istituzioni devono muoversi: AI Act in primis. È stato questo il tema portante dell’intervento di Ezio Montemurro, funzionario dell’URS Abruzzo e ricercatore sul tema dell’intelligenza artificiale. In quanto ambito potenzialmente esposto a tecnologie ad alto rischio, è opportuno monitorare costantemente le attività scolastiche, vigilando anche sulla piena applicazione delle linee guida emesse dall’”Agenzia per l’Italia Digitale” (AgID). Controllo e gestione corretta delle procedure amministrative devono sempre essere verificabili, affinché venga garantita la massima trasparenza di ogni passaggio. A tradurre questo assunto nel concreto è stata la docente e formatrice Elena Bacarella la quale ha offerto un modello operativo di regolamento interno sul tema dell’IA potenzialmente applicabile dalla singola scuola, salvo necessarie specifiche. Ad entrare ancora più nel vivo sono stati invece Luigi Umberto Rossetti, formatore e docente dell’Équipe Formativa Territoriale USR, e Alfonso Benevento, professore a contratto Uninettuno e collaboratore di Axios Italia. Rossetti si è concentrato sulle modalità per dirigere e gestire un’istituzione scolastica con il sostegno dei “Gem”, versioni personalizzate dall’AI Gemini che possono essere addestrate con fonti ed informazioni specifiche del singolo istituto, divenendo così dei veri e propri assistenti in grado di rendere più fluidi ed operativi i procedimenti amministrativi e burocratici interni. L’intelligenza artificiale di Axios presentata dal professor Benevento potrebbe apparire simile, ma ciò non è del tutto coretto: all’interno di quello che è ancora un progetto di ricerca e sviluppo, si sta lavorando ad una tecnologia autonoma, indipendente da qualsiasi altra IA. La macchina, sviluppata verticalmente sul sistema scolastico e specifica sulla gestione di segreteria, è addestrata esclusivamente con normativa e documenti ufficiali. I server ospitati in Italia, l’impossibilità di accedere su internet e la stretta attinenza alle fonti inserite, garantisce la sicurezza e la specificità di uno strumento che sarà presto disponibile alle scuole.

A conclusione dell’intensa giornata è stato il pubblico a prendere parola: nel corso delle attività laboratoriali pomeridiane, sul tema dell’IA e delle sue applicazioni in ambito di Erasmus e organizzazione del lavoro, i rappresentanti di ogni realtà scolastica hanno avuto opportunità di intervenire. Dubbi, interrogativi, ipotesi strategiche e pratiche operative, sono state esternate e condivise fra colleghi provenienti da contesti diversi ma animati da perplessità, timori ed esigenze spesso simili. Nessuna risposta definitiva, nessun percorso prestabilito, ma solo la voglia di mantenersi in movimento in un mondo ancora molto poco conosciuto, dove approssimazioni e giudizi affrettati sono spesso dietro l’angolo. Per questo è essenziale tenere sempre a mente quella complessità ricordata all’inizio della conferenza: non un limite, ma un’opportunità. Non una zavorra, ma un invito alla prudenza. Di fronte a verità assolute e soluzioni definitive, sarà sempre alla precarietà dell’ecosistema scolastico che bisognerò far riferimento, ricordando che proprio è questa fragilità, questa unicità a determinarne l’incontenibile ricchezza.